Michael Peddio Artista - Opere - Pittura

MICHAEL PEDDIO Gennaio 1974- Reggio Emilia La svolta artistica avviene verso i 30 anni , grazie all’incontro con il Maestro Teobaldo Cattini , pittore macchiaiolo Reggiano ,grande fonte di ispirazione e di forza da parte del Pittore ex Pugile. Nel 2012 l’incontro con l’artista Barbara Nicoletto , sua attuale compagna , apre le porte alla sua seconda stagione pittorica e alla maturita’ artistica.

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80 x 60

Anno:

2019

Autore:

Michael Peddio

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SI

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Cassettatura

REF: QD-MP-097-001
2 700,00 €
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Mista su Tela

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70 x 100

Anno:

2021

Autore:

Michael Peddio

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SI

Cornice:

Cassettatura

REF: QD-MP-097-002
3 400,00 €

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Mista su Tela

Misura:

60 x 50

Anno:

2019

Autore:

Michael Peddio

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SI

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NO

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2 700,00 €
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70 x 50

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2019

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Michael Peddio

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2 900,00 €

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Mista su Tela

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80 x 60

Anno:

2018

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Michael Peddio

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Esposizioni piu’ significative per opere pittoriche : 2007 - Torre Orologio – Collettiva -San Polo D’Enza 2014 - Talking About Art collettiva a Camogli presso Art Gallery 2014 - Exhibition personale a Comunita’ Monte di Portofino 2014 - Madonna dei Gotti collettiva a cura del Comune di Camogli - Liguria 2015 - Le mers e le Mond Lontains personale presso comune di Campegine 2016 - Il Museo in Vetrina bi personale presso museo CA’ DEI CARRARESI a Treviso 2017 - Galleria REART collettiva di Natale 2018 - Reggia di Rivalta , Collettiva presso Palazzo Ducale . Rivalta 2018 - Collettiva presso Villa Castello La Tenuta di Caccia a Regnano 2018 - Arte Fiera di Padova espone per Galleria REART 2019 - 500 Leonardo Forever – Cinquecentenario su Leonardo presso Tecnopolo – Reggio Emilia 2019 - ArtParmaFair 2019 – Arte Fiera Parma in esposizione presso galleria REART 2019 - CHRONOS – Tripersonale , presso Galleria REART a Reggio Emilia Bibliografia 2019 – CHRONOS . 2020 Galleria RADIUM , Marina di Pietrasanta - Tripersonale . Catalogo Opere a curatela e critica del Dott. Giuseppe Berti MICHAEL PEDDIO: TRA MATERIA FORMA E COLORE “In principio fu il Mare che irato si gonfia, infinito- avrebbe detto Esiodo nella “Teogonia”- in principio furono la Notte buia del Caos […] e infine l’ amplissimo Cielo ”. In principio fu il mare in tempesta, furono l’aria e il cielo colti in un turbine senza confine, direbbe ora, parafrasando appunto i versi di Esiodo, Michael Peddio della sua prima esperienza in pittura. In principio… era qualche anno fa: quando sembrava che l’artista volesse affondare in una densa e oscura materia primigenia (materia informale, si potrebbe aggiungere) lavorando sugli strati, sugli spessori, sulla densità della pennellata, sempre però entro il registro di un fondante rapporto con il Reale. E tuttavia questo “Reale”, un paesaggio deserto di uomini, non è mai stato interpretato dal pittore in chiave banalmente naturalistica, nel segno cioè di facili intenti mimetici; da leggersi, se mai, come metafora o simbolo di interiori tempeste emotive… Infine, scampato ai naufragi dell’anima, ecco Michael Peddio raggiungere ora l’ approdo di un più “disteso” e pacificato linguaggio: dove la precedente concitazione del gesto e i timbri scuri e drammatici -una sinfonia di cinquanta sfumature di grigio, di nero e di blu petrolio- si sono placati per modularsi in più caldi e luminosi registri cromatici. È quest’ultimo, dunque, un tempo davvero diverso: in cui l’artista rilegge, citandole con perfezione di segno e colore, le immagini delle preistoriche pitture rupestri, sottili e scattanti silhouette di animali e di cacciatori. Ma poi queste “figurine” nere ed ocra scura, libere peraltro di aggirarsi nella profondità della tela sottraendosi a troppe vincolanti gabbie prospettiche, convivono con la festa mobile –direbbe Hemingway- dei colori: gialli rosa azzurri verdi rossi che si infrangono gli uni sugli altri, che si combinano come in un stratificato palinsesto di intonaci, che si congiungono, si intersecano si attraggono con diversi gradi di saturazione e di spessori per poi ridursi, o svanire talvolta, in una vuota regione di pallidi bianchi. E così, in una suggestiva alternanza di “dripping” e ”tachisme”, l’artista racconta a suo modo la storia della pittura la cui “eterna sostanza, sostiene Giuliano Briganti, è fatta di immagini ritagliate dal continuo svolgersi del tempo, sottratte al suo inarrestabile distruggersi” : come accade con i cacciatori e gli animali, con i guerrieri e le prede delle antichissime grotte che Michael Peddio ha voluto riportare alla luce del giorno, metafora di una vita che sempre muore e sempre rinasce. Giuseppe Berti

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